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Luisa Delfino decora una pallina natalizia.

Silvana Priametto e Luisa Delfino mentre lavorano la ceramica

Silvana intenta a modellare un chierichetto 2001

Matteo e Giovanni Poggi al lavoro

Sfera Natalizie soggetto "Azzurre"

Sfere Natalizie soggetto "Pini"

Sfere di Natale soggetto "Natale"

 

CERAMICHE SAN GIORGIO di Giovanni Poggi

C.so Matteotti, 5/R - Albissola Marina- Telefono 019.482747 - email: poggip@libero.it


LE CERAMICHE SAN GIORGIO: 50 ANNI TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE.

La storia delle Ceramiche San Giorgio sembra essere il copione di un film o meglio la realizzazione del sogno di un ragazzo, Giovanni Poggi, che fin dall’adolescenza voleva fare ceramica e aprire una importante fornace. I presupposti ci sono tutti: Albisola Ŕ la capitale della ceramica e vanta una secolare tradizione artigianale, l’argilla Ŕ facilmente reperibile nelle localitÓ limitrofe, il clima ventilato si presta perfettamente per fare asciugare i manufatti che, in passato, venivano esposti "en plein air". Alla determinazione del maestro vasaio Poggi, ben presto si aggiunge la fantasia e l’estro dello scultore Eliseo Salino e la volontÓ di Mario Pastorino (quest’ultimo perseguirÓ poi altri obiettivi). La triade Ŕ fatta. La manifattura San Giorgio, cosý chiamata perchÚ inaugurata proprio il giorno dedicato al Santo, apre nel mese di aprile 1958. Sono anni di grandi cambiamenti e di rilevanti novitÓ sperimentali. "La piccola Atene in riva al mare" come Ŕ stata affettuosamente definita dalla scrittrice-ceramista Milena Milani, vive un periodo ricco e vivace e diventa la protagonista assoluta nel mondo dell’arte. Nella fornace di Poggi approdano numerosi artisti di fama internazionale da Lucio Fontana, a Farfa (Vittorio Osvaldo Tommasini), Pinot Gallizio, Milena Milani, Aligi Sassu, Sandro Cherchi, Gianni Dova, Giannetto Fieschi, Emilio Scanavino, Gigi Caldanzano, Mario Rossello, Emilio Tadini. Soprattutto vanno ricordati, per l’importanza del sodalizio che si viene a creare all’interno della manifattura, il danese Asger Jorn che, nel 1959, realizzerÓ, con l’aiuto di tutti i collaboratori della fabbrica, un grande pannello ad altorilievo per lo Staadtgymnasium di Aahrus e il cubano Wifredo Lam, portatore delle correnti surrealiste attraverso il suo incontaminato universo figurativo. L’artista instaurerÓ con Poggi un vero rapporto di amicizia, rifiutandosi addirittura di lavorare in sua assenza.

Tra coloro che hanno apportato un significativo contributo alla vicenda artistica albisolese ben emerge anche lo scultore Agenore Fabbri che, alla San Giorgio, troverÓ l’ambiente ideale per realizzare le sue opere. Si tratta di figure tagliate, lacerate e straziate in cui ben si avverte la sofferenza e il disagio dell’umanitÓ di fronte ai tragici avvenimenti bellici.

Oggi nell’atelier si pu˛ respirare un’aria stimolante che ha le sue radici nel passato, nella tradizione e nella continuitÓ. Artisti che hanno giÓ da tempo frequentato la fabbrica ritornano anche a distanza di molti anni. Ne costituisce un esempio particolarmente significativo il belga Serge Vandercam, che dopo un lungo periodo di assenza, frequenta assiduamente la fornace di Poggi per lavorare la creta. Tra gli artisti che ultimamente lavorano nel laboratorio citiamo: Giancarlo Bargoni, Pietro Bulloni, Luciano Fiannacca, Enzo L’Acqua, Giorgio Laveri, Marco Lodola, Vincenzo Marsiglia, Ugo Nespolo e Luiso Sturla.

Parlare della San Giorgio significa anche mettere in rilievo le famose sfere natalizie che sono diventate una icona della manifattura e costituiscono una originale idea regalo. Ideate da Poggi nel 1991, in seguito brevettate, le palline sono realizzate al tornio da Matteo Poggi, pazientemente rifinite da Silvana Priametto e abilmente decorate da Luisa Delfino. Secondo una recente tradizione i manufatti, grazie a una brillante iniziativa di Poggi, vengono donati a personaggi famosi e di cultura; lo scorso 2001 sono stati notevolmente apprezzati dalla Regina Madre d’Inghilterra, nel mese di settembre 2002 sono stati omaggio gradito da Sua SantitÓ Giovanni Paolo II. "Ĕ stato un momento indelebile, emozionante, unico, il coronamento di un sogno. Davanti al Pontefice ho pronunciato le seguenti parole: "Sua SantitÓ Le dono questa pallina come simbolo dell’umile lavoro dell’artigiano e come messaggio di pace nel mondo" ricorda visibilmente commosso Giovanni Poggi. Nel 2003 abbiamo consegnato circa 25 palline natalizie al Console Canadese a Milano. 

E giÓ si sta pensando al prossimo personaggio!

Simona Poggi


Wifredo Giovanni al tornio 1973 Gruppo di Artisti Da sinistra Eliseo Salino, Asger Jorn, Giovanni Poggi e Silvana Priametto. Matteo Poggi mentre rifinisce una pallina al tornio.

 

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